
La mosca dell’olivo rappresenta la principale minaccia per un uliveto, un insetto capace di di compromettere la quantità e la qualità della produzione.
Come ogni anno, con l’avvicinarsi della campagna di raccolta gli olivicoltori si chiedono come sarà la stagione per quanto riguarda gli attacchi della mosca olearia, quali trattamenti e prodotti da utilizzare in integrato e biologico.
Per un olivicoltore e di fondamentale importanza monitorare la presenza di questo parassita per eventualmente intervenire al momento opportuno con prodotti specifici.
Di seguito andiamo a scoprire cos’è la mosca olearia, il ciclo biologico, i danni che provoca e come combattere efficacemente la mosca dell’olivo in modo biologico.
Bactrocera oleae, questo è il termine scientifico che definisce la mosca dell’olivo, denominata anche mosca olearia o mosca delle olive, la cui larva è una minatrice della drupa dell’olivo.
È un insetto morfologicamente simile alle altre mosche della frutta (Bactrocera dorsalis e Ceratitis capitata).
L’esemplare adulto è di colore bruno-dorato, lungo circa 5 mm, con lunghe ali trasparenti e grandi occhi verdastri con riflessi metallici.

Mosca dell’olivo
La deposizione delle uova da parte della femmine avviene generalmente nei mesi di giugno-luglio, quando le olive hanno una dimensione sufficiente per accogliere le uova.
Ogni femmina depone fino ad oltre 200-250 uova, uno per oliva
Dopo qualche giorno l’uovo si schiude e la larva inizia a nutrirsi della polpa del frutto.
Raggiunta la maturità, la pupa fuoriesce dal frutto e si lascia cadere a terra.
Dopo circa una settimana l’insetto prende il volo.
La durata di un ciclo biologico completo, dalla ovideposizione allo sfarfallamento, ha una durata di circa 3 settimane.
Il numero delle generazioni dipende principalmente dalle posizione geografica e dalle relative condizioni climatiche stagionali. Nelle zone con un clima temperato si registrano solitamente 2-3 generazioni, mentre in quelle caratterizzate da un clima mite si arriva anche a 5-6 generazioni.
Grazie alle alte temperature, durante il periodo estivo si è riscontrato un tasso di mortalità delle larve nell’ordine dell’80-90%.
Il frutto interessato dalla larva della mosca dell’olivo è caratterizzato da una piccola lesione marrone di forma vagamente triangolare.
Durante la loro permanenza, le larve si nutrono del frutto e preparano un foro per l’uscita non appena raggiunta la maturità. Così facendo la drupa del frutto è esposta all’attacco di batteri e microorganismi, che spesso portano alla cascola.
Inoltre, l’uovo della mosca olearia può essere il vettore di altre pericolose malattie, come ad esempio la rogna dell’olivo (*)
(*) infezione di origine batterica che le piante contraggono attraverso ferite
Come se non bastasse, gli insetti adulti si nutrono del succo che fuoriesce dalle olive in seguito alle punture di ovideposizione praticato dalle femmine.
Come potete ben capire, si tratta di un’azione che causa dei danni ingenti – Vi ricordo che ogni femmina depone fino a 250 uova, uno per oliva! – sia in termini quantitativi che qualitativi. Il frutto perde le sue caratteristiche organolettiche e l’olio che si ricava e di scarsa qualità.
Il 2019 sarà l’ultimo anno in cui è permesso utilizzare il dimetoato, un insetticida citotropico in grado di penetrare nei tessuti vegetali, tradizionalmente utilizzato per combattere la mosca dell’olivo.
Da studi condotti per conto della Comunità Europea è emerso che il dimetoato è una sostanza neurotossica, nociva per l’uomo per ingestione, inalazione e per contatto con la pelle (oltre ad essere un prodotto facilmente infiammabile).
La UE nel maggio scorso ha finalmente pubblicato una normativa che di fatto mette al bando il dimetoato a partire dal 30 giugno 2020.
Tuttavia, il Servizio Fitosanitario Nazionale, avallato dal Ministero della Salute, hanno ufficialmente esteso l’utilizzo dell’insetticida fino al 28 ottobre 2020.
Fortunatamente ci sono alcuni modi per combattere la mosca dell’olivo in modo biologico; vediamo di seguito quali sono:
Per l’olivicoltore è fondamentale monitorare l’andamento della popolazione attraverso l’installazione di alcune trappole di monitoraggio.
La loro densità dipende dal tipo di trappola e di attrattivo usato (generalmente per il solo monitoraggio sono sufficienti 2-3 trappole per ettaro.
Nel caso in cui l’aumento della popolazione sia tale da rappresentare un pericolo per il raccolto, si utilizzano delle trappole per cattura massale, impiegate in numero elevato (generalmente una trappola per pianta).
Queste trappole sono innescate con un doppio attrattivo, il feromone (riproduzione del componente principale del feromone sessuale naturale, emesso dalla femmina per attirare il maschio della mosca dell’olivo) ed il bicarbonato d’ammonio (un sale ammoniacale).
Un ulteriore attrattivo è rappresentato dal colore; sembra infatti che il maschio della mosca delle olive sia attratto dal colore giallo.
Un uliveto caratterizzato da una buona biodiversità riduce la gravità dell’azione svolta dalla mosca dell’olivo.
In quest’ottica è consigliabile avere un terreno con un buon inerbimento ed altre piante, in modo tale da favorire la presenza di insetti utili.
La natura comes sempre ci offre la soluzione. Esistono infatti diversi predatori naturali per questo parassita. Una loro presenza contiene la diffusione della mosca olearia.
Questa tecnica prevede l’utilizzo di una miscela costituita da esche proteiche attivate con piretrine naturali (insetticidi di origine vegetale) che viene irrorata sulla chioma della pianta.
Il numero delle piante da trattare dipende dal livello di infestazione. In caso di infestazione massiva il trattamento dev’essere eseguito su ogni singola pianta. Se l’infestazione è moderata andremo a trattare un numero minore di piante.
Purtroppo in caso di pioggia il trattamento va ripetuto, quindi ulteriore tempo e denaro. Inoltre, questa tecnica non seleziona quali insetti eliminare, quindi si rischia di uccidere anche diverse specie di insetti potenzialmente utili, danneggiando l’importante biodiversità del nostro dell’uliveto.
Un rimedio naturale particolarmente efficace nel prevenire l’infestazione da mosca olearia è il caolino (roccia costituita prevalentemente da caolinite, un minerale silicatico delle argille).
Il caolino in polvere, sciolto in acqua e spruzzato direttamente sulla chioma della pianta crea una sorta di pellicola protettiva biancastra.
Questo strato protettivo protegge la pianta da patologie fungine o batteriche, mitiga l’azione negativa dei raggi ultravioletti, riflettendoli, senza però interferire nella fotosintesi.
Inoltre, questa pellicola bianca, caratterizzata da un pH molto basico, fa perdere l’interesse dell’insetto nei confronti della pianta, abituato a riconoscere il verde delle foglie.
L’Azienda Agricola Pagano produce un olio extravergine di oliva di qualità superiore, ricavato da olive non trattate varietà Biancolilla e Nocellara.
La raccolta viene eseguita manualmente da ottobre a dicembre.
La molitura viene effettuata con estrazione a freddo, entro 24/36 ore dalla raccolta.
Il risultato è un eccellente olio EVO biologico italiano certificato, con un’acidità che non supera il 0.2 %.
Un prodotto così gustoso e prezioso per la nostra salute.
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Olio EVO | Olio extravergine di oliva biologico Azienda Agricola Pagano
L’olio EVO – acronimo di olio extravergine di oliva – rappresenta una delle principali eccellenze alimentari del made in Italy, grazie soprattutto alle sue diverse proprietà nutritive, che lo rendono un elemento fondamentale per una dieta sana ed equilibrata.
Il legame tra l’uomo e la pianta dell’ulivo risale alla notte dei tempi. Le prime testimonianze dell’utilizzo dell’olio di oliva risalgono al V millennio a.C., nell’area compresa tra le regioni costiere del Mediterraneo orientale, Siria e Palestina in primis, ed il Caucaso (Asia Minore)
L’olio di oliva fu utilizzato inizialmente come unguento per la pelle, come combustibile per le lampade e come medicinale.
I greci ed i romani elaborarono le prime tecniche di produzione e conservazione dell’olio extravergine di oliva, che per le sue numerose proprietà fu denominato l’Oro Verde.
I Romani diffusero la coltivazione dell’ulivo nei territori del loro sconfinato Impero, in particolare nei Paesi del bacino mediterraneo, quali Francia e Spagna.
L’ulivo, infatti, è una pianta da frutto che richiede un clima mite, senza sbalzi termici rilevanti, con temperature che non scendano al di sotto dei -5°C.
Proprio per tale motivo le principali zone dedicate alla coltivazione dell’ulivo sono le aree costiere dell’Italia meridionale, Sicilia e Puglia in primis, anche se ci sono ottime varietà di ulivi anche in alcune aree del nord Italia, soprattutto nelle valli che caratterizzano i territori circostanti il Lago di Garda.
Con la caduta dell’Impero Romano, la coltivazione dell’olivo fu praticamente abbandonata e gli uliveti sopravvissero solo in alcune aree.
Nel Medioevo la borghesia commerciale riattivò un fiorente commercio dell’olio di oliva e l’Italia divenne il maggior produttore di olio di oliva al mondo.
L’olio di oliva si diffuse nuovamente in gran parte del continente europeo, classificando le varie tipologie ed i suoi frutti a seconda della provenienza geografica.
Nel Settecento l’olio di oliva fu riconosciuto come prodotto italiano d’eccellenza. Una eccellenza mantenuta nel corso dei secoli, tanto che tutt’oggi l’olio di oliva rappresenta uno dei prodotti alimentari italiani più apprezzati ed esportati nel mondo.
Considerata la vastissima offerta di prodotti presenti in commercio, prima di acquistare il prodotto, è opportuno conoscere alcuni aspetti fondamentali per capire che tipo di prodotto acquistare.
Innazitutto, è importante capire la differenza tra l’olio extravergine di oliva e l’olio di oliva vergine.
L’Olio EVO si ottiene esclusivamente attraverso procedimenti di tipo meccanico, grazie ai quali non si alterano le proprietà nutritive delle olive. Si tratta quindi un prodotto assolutamente naturale, una sorta di spremuta di olive.
Inoltre, per essere classificato “extravergine”, l’olio di oliva deve soddisfare una lunga serie di parametri richiesti dai regolamenti comunitari, rilevati da un’analisi chimica e fisica del prodotto (ad esempio, l’acidità deve essere inferiore allo 0,8%).
L’olio viene quindi assaggiato da un un gruppo di professionisti (Panel Test, esame organolettico del prodotto) incaricato di verificare che non vi siano difetti e, soprattutto, la presenza di fruttato, ossia quell’insieme di sensazioni olfattive e gustative tipico delle olive.
Se le analisi e/o l’esame organolettico non sono soddisfacenti, il prodotto non può essere catalogato come olio evo (viene catalogato come olio vergine o come olio lampante).
L’olio di oliva vergine viene prodotto come l’olio evo, ma non soddisfa pienamente quei parametri analitici ed organolettici tali per cui si possa rientrare tra gli oli extravergine.
Si tratta di un prodotto con difetti appena percettibili, la cui acidità espressa in acido oleico non può eccedere 2gr per 100gr.
L’olio di oliva extravergine rappresenta uno degli elementi fondamentali della dieta mediterranea, considerata tutt’oggi una dei migliori regimi alimentari per il benessere del nostro organismo.
In ambito alimentare, il consumo regolare dell’olio extravergine di oliva comporta i seguenti benefici:
Come gli altri prodotti dell’agricoltura biologica, anche l’olio EVO viene prodotto utilizzando esclusivamente sostanze naturali, a base organica. L’uso di sostanze chimiche, come concimi, diserbanti, insetticidi, è severamente vietato.
Un aspetto molto importante, alla base dell’etica che contraddistingue l’agricoltura biologica.
Le sostanze chimiche utilizzate nell’agricoltura convenzionale causano danni all’ambiente e, conseguentemente, minano la salubrità e genuinità degli alimenti.
Quindi, acquistare un olio EVO biologico non significa soltanto scegliere un prodotto naturale e ricco di elementi fondamentali per la salute del nostro organismo; acquistare un prodotto biologico rappresenta una scelta responsabile e sostenibile, grazie alla quale ognuno di puo fornire il suo piccolo contributo per la salvaguardia e tutela delle risorse del nostro pianeta.
Inoltre, aspetto non meno importante, scegliere un olio EVO biologico italiano significa sostenere le aziende agricole locali, che da generazioni producono un olio di qualita superiore, un prodotto sano e certificato, riconosciuto a livello mondiale.
L’Azienda Agricola Pagano, con sede a Lucca Sicula (AG), è rinomata per la produzione di un olio extravergine di oliva biologico di qualità superiore, ottenuto utilizzando olive Biancolilla e Nocellara.
La raccolta delle olive viene eseguita manuale e con agevolatori meccanici, nel periodo compreso da ottobre a dicembre.
L’importante fase di molitura – o frangitura – viene effettuata con estrazione a freddo < 27°, entro 24/36 ore dalla raccolta.
Il risultato è un eccellente olio extravergine di oliva biologico, con acidità che non supera il 0.2 % (*)
NB: l’acidità indica la percentuale di acido oleico, fattore fondamentale per definire la qualità di un olio di oliva extravergine (minore è l’acidità, migliore è la qualità dell’olio).
L’Azienda Agricola Pagano garantisce un olio EVO biologico certificato, prodotto con olive non trattate, 100% italiano.
Per maggiori informazioni e dettagli, visita il nostro sito ufficiale
Utilizzato da sempre per cucinare e condire le pietanze, l’olio extravergine d’oliva rappresenta un alimento indispensabile per la nostra salute. L’importante è scegliere quello giusto.
Saporito e profumato, l’olio extravergine d’oliva è uno degli ingredienti fondamentali della Dieta Mediterranea, che nel 2010 è stata addirittura inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità. E non a caso: non esiste nessun altro tipo di alimentazione che possa garantire quel magico equilibrio di carboidrati, grassi e proteine!
E l’olio extravergine d’oliva, conosciuto anche come olio EVO, rappresenta la punta di diamante di questo tipo di dieta: è uno degli alimenti che deve essere presente ogni giorno, ad ogni pasto e in quantità sufficiente a condire gli alimenti, in modo da assicurare all’organismo il corretto apporto di grassi insaturi.
Sarà per questo che viene prodotto e consumato da millenni? Pensa che le prime produzioni di olio, il cosiddetto olio lampante, risalgono addirittura al 4000 a.C., quando in Palestina, ma anche in India, lo utilizzavano per alimentare le lampade e per trattare le irritazioni cutanee.
Ma il vero successo dell’olio arriva più tardi, quando i greci contribuiscono a diffondere la coltivazione dell’ulivo in tutto il bacino del Mediterraneo e ai romani viene in mente che l’olio possa essere un giusto tributo da imporre ai cittadini dell’Impero. Fu probabilmente grazie a questo tipo di tassazione, che i romani migliorarono sia le tecniche di coltivazione, sia i metodi di produzione dell’olio, che proprio in questo periodo venne classificato per la prima volta, in base ai diversi tipi di spremitura.
Oggi, sebbene la coltivazione dell’ulivo sia una realtà in tutti paesi che offrono climi miti e temperati, non c’è storia: l’olio extravergine italiano rimane uno dei prodotti più esportati in tutto il mondo e la cosa non deve stupirti. D’altronde, vantiamo il clima e gli ulivi migliori. Chi mai vorrebbe rinunciare a un prodotto così semplice, versatile e in grado di promuovere la salute?
Potrà sembrarti strano, ma devi sapere che 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno ti aiuteranno ad evitare un gran numero di malattie cardiovascolari e di origine infiammatoria. Questo condimento, infatti, è l’unico che può garantire il corretto equilibrio di grassi monoinsaturi, che prevengono i disturbi dell’apparato cardiocircolatorio, ed è povero di grassi saturi, responsabili invece dell’aumento del colesterolo, dei rischi d’infarto e dell’insorgere dell’arteriosclerosi.
Non solo contrasta l’insorgere di queste patologie, ma le combatte! Infatti, l’acido oleico, abbondante nell’olio extravergine d’oliva, contribuisce a ridurre il colesterolo “cattivo” nel sangue, proteggendoti da ictus, trombosi e coronaropatie. Ma i benefici dell’olio EVO non finiscono qui.
Nelle olive, infatti, è presenta una gran quantità di polifenoli, che in natura servono alla pianta a proteggere i suoi frutti da un rapido deterioramento. Nel tuo corpo, queste sostanze agiscono nello stesso modo: la loro azione antiossidante, infatti, protegge con cura le delicate membrane cellulari, contribuendo a contrastare l’insorgere di tumori e preservando a lungo le capacità mnemoniche e cognitive, che inevitabilmente, con l’avanzare dell’età, tendono a diminuire.
E non dimentichiamoci della vitamina E, che concorre a combattere la formazione di radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare. Ecco perché non deve stupirti il fatto che esistono moltissimi prodotti cosmetici a base di olio di oliva, che oltre ad idratare, ti proteggono dai processi di invecchiamento della pelle. E nell’olio extravergine d’oliva la presenza di vitamina E è talmente abbondante che riesce a svolgere molte altre funzioni, come produrre una leggera attività vasodilatatoria, rinforzare i capillari e regolarizzare la produzione di ormoni.
Conosci un altro prodotto tanto semplice e allo stesso tempo così importante per la tua salute?
Ma per assicurarti il prodotto di qualità che cerchi non sarà sufficiente che sull’etichetta sia riportata la dicitura “olio extravergine d’oliva”. Devi scegliere il migliore e per farlo puoi affidarti sui marchi e le certificazioni che ne garantiscono proprietà e lavorazione.
Sulle etichette delle bottiglie, infatti, troverai alcune misteriose sigle e indicazioni, dietro le quali si nascondono preziose informazioni, che svelano i metodi di coltivazione e di lavorazione delle olive, da cui dipendono la qualità del prodotto finale. Qual è l’olio extravergine d’oliva migliore? Scopriamolo insieme, analizzando le varie tipologie di olio che puoi portare in tavola.
Olio extravergine d'Oliva – quello che trovi sugli scaffale dei supermercati, insomma. La coltivazione e la produzione di questa tipologia d’olio segue i normali processi industriali della catena agro-alimentare, senza particolare attenzione né alla pianta, né alle delicate fasi di frangitura e gramolatura.
Adesso non dovresti avere più dubbi e aver capito qual è l’olio migliore da portarti a casa. E l’olio extravergine d’oliva siciliano è uno dei migliori del mondo. Un rapporto, quello fra olio e siciliani, che è iniziato nella notte dei tempi e che ancora oggi rappresenta un sodalizio inscindibile, da cui nasce il più apprezzato olio extravergine d’oliva del mondo.
Di oli ne esistono a bizzeffe, da quelli tradizionali a quelli esotici, appena sbarcati sul mercato; il migliore però rimane sempre l’olio extravergine d’oliva, meglio se italiano, ancor meglio se biologico.
Il vino che rallegra il cuore dell’uomo,
l’olio che gli fa risplendere il volto.
(Il libro dei Salmi – Antico Testamento)
L’olio extravergine d’oliva è ovviamente l’olio che si estrae dalla spremitura meccanica del frutto dell’olivo.
L’aggiunta dell’indicazione “vergine” attesta che il prodotto è ottenuto tramite la spremitura meccanica delle olive (sembra scontato, ma molti oli derivano da rettificazioni, estrazioni ed altre procedure non proprio ideali a nostro parere).
La dicitura extra si ottiene quando l’olio, oltre ad essere estratto solamente con metodi meccanici, ha un’acidità massima inferiore allo 0.8%
L’acidità rappresenta la concentrazione di acidi grassi liberi, parametro primario per la valutazione della qualità di un olio.
La denominazione extravergine si ottiene solo rispettando determinati requisiti, definiti da apposite leggi italiane ed europee.
Dal punto di vista nutrizionale, questo prodotto apporta molteplici, fondamentali benefici per la salute umana in quanto:
Oltre a questi benefici fondamentali se ne possono trovare molti altri come ad esempio l’importante apporto di micronutrienti; si può ritenere l’olio extravergine d’oliva un perfetto elisir di lunga vita.
No, essere biologici non vuol solamente dire essere “alla moda” o costare di più.
Essere biologico per noi vuol dire controllare tutto il ciclo dell’oliva e dell’olio, applicando ed eseguendo solo quanto la natura ha ottimizzato in milioni di anni.
Nessun pesticida, nessun fertilizzante di laboratorio; a nostro parere non ha alcun senso contaminare quanto prodotto di buono dalla natura, ecco perché abbiamo scelto di essere biologici.
Questo prodotto è ingrediente principe di moltissime ricette grazie al suo gusto ed alla sua duttilità.
É però così buono anche da solo, che vorremmo proporre la ricetta più semplice possibile.
Una semplice fetta di pane, poco salato o sciapo, così com’è o leggermente abbrustolito, una strofinata di aglio (se piace) ed un filo d’olio.
Non esiste antipasto, pasto o merenda più sostanziosa!
La dose ideale giornaliera di olio d’oliva da assumere nelle varie preparazioni è pari a tre o quattro cucchiaini al giorno, corrispondenti a circa 40 grammi di questo prezioso oro liquido.
Il nostro olio è extravergine e biologico, proviene da olive coltivate da noi, some una volta, esclusivamente nel territorio dop Val di Mazara.
Anche il passaggio fondamentale della spremitura è da noi verificato ed attentamente vigilato, al fine di consegnare ai nostri preziosi clienti solo il meglio della nostra terra.
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